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Buona musica, nel Mondo Acido di Luigi Mariano
Sentimento, miserie umane e bisogno di riscatto, tra i contenuti
By Gli Artisti access_time 8 min read

Luigi Mariano è un cantautore di Galatone (Le), scrive canzoni e suona dal 1992.
Vive di musica, coi suoi spettacoli, dal 2007. Abita a Roma da trent’anni, dove suona davanti a un pubblico affezionatissimo e fidelizzato nel tempo e dove si è formato artisticamente, inserito nell’ambiente musicale capitolino. Qui ha inciso due dischi pluripremiati e molto apprezzati dalla critica e da grandi nomi dello spettacolo: “Asincrono” del 2010 e “Canzoni all’angolo” (Esordisco/Audioglobe) del 2016, entrambi prodotti e arrangiati da Alberto Lombardi.

A distanza di sei anni da “Canzoni all’angolo”, il cantautore salentino torna sulla scena musicale col suo terzo album di inediti, “MONDO ACIDO”, sempre targato Esordisco, suonato con la band di De Gregori, prodotto da Alberto Lombardi e arrangiato da Primiano Di Biase.

Conservando il suo stile sempre in bilico tra riflessioni intimiste e sguardo più ampio (a volte ironico, altre disincantato) rivolto al quotidiano, Luigi Mariano traccia un percorso che attraversa le relazioni familiari (Il figlio perfetto), sociali (Mondo acido, Errori di grammatica, Cara routine), sentimentali (Piccolo valzer in blu, Sotto sale), nonché alcune condizioni individuali che restano fortemente in tensione, salvo poi trovare una loro via di sfogo (Vita rasoterra, Rifiorirai e Inverno 2063).

Alla fine del viaggio, l’apparente scollamento tra il titolo del disco e l’immagine decisamente più ironica della copertina porta a suggerire che l’acidità del mondo sia, in fin dei conti, assai relativa: volendolo, può anche essere accompagnata, nella nostra mente, non già dall’aggressività minacciosa di un acido muriatico ma dal sapore gustoso di uno yogurt. L’acidità corrosiva e l’acidità gustosa, di fatto, si alternano in un balletto costante, all’interno dell’album, cercando di simulare l’andamento delle alterne vicende della vita, tra disagi e speranze, cadute e risvegli, errori e rinascite, entusiasmi e insoddisfazioni, partenze e ritorni (Odissea degli elementi).

L’album è dedicato simbolicamente a Pierre Ruiz (scomparso due anni fa), caro amico di Luigi e fondatore dell’etichetta “Esordisco”, la cui eredità morale e materiale è stata ora ripresa dalla moglie Paola Cimino Ruiz e dal figlio Antoine.

La pre-produzione del disco è stata curata nei dettagli, nel suo “Tusco Recording Studio” di Grottaferrata, da Primiano Di Biase, attualmente musicista cruciale della band di De Gregori e da anni pedina inamovibile dei Dire Straits Legacy (con Phil Palmer e Alan Clark): a Primiano sono stati affidati anche gli arrangiamenti dell’intero disco, compresi quelli del quartetto d’archi presente in tre brani. Il suono che viene fuori dalle dieci tracce ha volutamente molti colori vintage e retrò, rivisti in chiave moderna e cuciti addosso allo stile compositivo di Luigi, spaziando dalla ballata allo swing, dal rock d’atmosfera al valzer dal sapore francese, fino a ritmi pop-reggae e pop-jazz.

La produzione artistica dell’album, così come per il cd precedente, è stata invece affidata al gusto equilibrato di Alberto Lombardi, la cui fusione perfetta con la scrittura di Luigi genera sempre precise alchimie, rendendo il disco vitale, profondamente autentico e sincero.

La presenza dell’ospite Tony Bungaro, che duetta con Luigi nella ballata, classica e nostalgica, “Sotto sale”, non è casuale, ma frutto di grande stima e amicizia reciproca, nella scia del ricordo comune di Pierre (il cui primo disco prodotto fu proprio di Bungaro), nonché del legame con la città di Brindisi (citata nel brano), in cui Tony è nato, che è anche luogo d’infanzia e adolescenza della madre di Luigi.

In studio, oltre che Alberto Lombardi con le sue inconfondibili chitarre elettriche, acustiche e classiche, hanno prestato il loro talento professionisti come Paolo Giovenchi alla chitarra elettrica (da oltre vent’anni chitarrista di De Gregori); Alessandro Valle (anche lui con De Gregori da svariati anni) alla pedal steel guitar e mandolino; Primiano Di Biase (De Gregori, Dire Straits Legacy, N. Marcorè, Edoardo De Angelis) al piano, fisarmonica, hammond e tastiere; Simone “Federicuccio” Talone (De Gregori) alla batteria e percussioni; Guerino Rondolone (Rocco Papaleo) al basso e contrabbasso elettrico; Anna Fondi ai cori.

Il disco contiene dieci tracce, raccontate dal cantautore brano per brano.

E’ un lavoro che strega, ascolto dopo ascolto, come succedeva un tempo. Dall’inizio alla fine, diventa impossibile interrompere la narrazione. Cattura da subito per la musicalità, le melodie. Sul sito del cantautore è possibile ascoltarle in loop, senza dover riavviare l’aggregatore su You Tube.

IL DISCO

Luigi Mariano racconta “Mondo acido”, brano per brano:

Mondo acido

Lo stress quotidiano e le persone “sbagliate” della nostra vita, si sa, andrebbero il più possibile ridotti al minimo. Per salvaguardare la nostra salute, e il nostro stomaco, bisognerebbe allontanarsene: partire e lasciarseli alle spalle.
Di certo l’acidità del mondo, a volte molto corrosiva, si può combattere meglio con l’arma dell’(auto)ironia.

Vita rasoterra

L’8 novembre 1941 cadono bombe su Brindisi. Lo spavento di una donna incinta causa ischemia cerebrale nel feto. La vita di un uomo, un artista ormai 80enne e con lieve disabilità mentale a causa delle conseguenze della guerra, può essere molto triste e anonima, rasoterra. Ma i ricordi dolci dell’adolescenza, l’amore dei parenti e soprattutto quello platonico per una giovane barista, rivista ogni giorno per il caffè, possono salvarlo.

Rifiorirai

Staccarsi da quello stato di immobilità, fisica o mentale, che può intorpidire il cuore e mandare in letargo (per lunghi inverni) alcune parti vitali del nostro essere dovrebbe diventare un imperativo da rivolgere a noi stessi, ogni giorno, per darci la sveglia. E, nel tempo in cui la felicità resta sospesa e le rose del nostro giardino rischiano di appassire, solo questo nostro doveroso smuoverci può lentamente aprirci alla speranza di rifiorire.

Odissea degli elementi

L’essere umano è perennemente insoddisfatto e inquieto. Questa smania lo porta, dopo aver goduto di ciò che ha, a cercare sempre qualcos’altro di diverso, passando senza sosta attraverso ogni elemento: dalla terra al fuoco, dall’acqua all’aria. Dentro questa spinta esasperata al cambiamento c’è però anche quella sete di “virtute e canoscenza”, che permette di vivere appieno ogni attimo, senza mai rischiare di annegare nei rimpianti.

Errori di grammatica

Sarà sempre ostico, per chi viaggia con la testa a diecimila metri di altitudine, imparare ad assecondare ogni sfumatura della grammatica dei comportamenti sociali e quotidiani. Troppi gesti e rapporti sono spesso legati a strategie, ipocrisie, convenzioni, pregiudizi, vanità. E un’anima pura, spesso con attitudini artistiche, non potrà mai davvero capirli o abbracciarli. Perciò, sceso a forza dalle sue amate nuvole, si ritroverà spesso in fallo e isolato, per ingenuità, additato dai più per i suoi modi strani.

Sotto sale

Gli attimi emozionalmente più intensi della nostra vita, incisi sulla pelle come tatuaggi, appartengono spesso a un passato remoto legato all’infanzia o all’adolescenza. E, quando tutto il mare delle vacuità quotidiane risale su, col calore di un’altra estate, questi momenti invece restano, profondamente radicati nella coscienza, preziosi e indelebili, come fa il sale sul fondo, dopo che l’acqua evapora. E ci parlano di identità, radici, sentimenti autentici: valori fondamentali che rimangono, allo scolo del retino.

Il figlio perfetto

Un padre alle prese con due figli opposti. Il primogenito è un vanto di cui andare fieri e ha il destino già segnato: a lui è affidato il compito di portare lustro al nome della famiglia. L’altro figlio, del tutto orfano di attenzioni, è uno scavezzacollo imprevedibile e ribelle, che si caccia spesso nei guai. Ma il futuro riserverà a entrambi i fratelli una vita ben diversa da quella che si intravedeva all’inizio, evidenziando in modo spietato il totale fallimento della politica educativa paterna.

Piccolo valzer in blu

L’amore puro, quello privo di sovrastrutture, perciò sano, pulito, equilibrato e maturo, senza pesi da gettarsi addosso, è un viaggio meraviglioso, un piccolo valzer da ballare in due, nel cielo blu di Modugno e Chagall. Ci insegna a salire, con coraggio, anche le scale a chiocciola più traballanti, perché là in cima c’è un sorriso salvifico e azzurrissimo, che aspetta di inondarci di vita e di sole.

Cara routine

Il tran tran di tutti i giorni ci ha trasformato in automi senz’anima, passivi e rassegnati. Siamo immalinconiti dall’andamento di una società monotona e ingiusta, di una vita sempre uguale. E spesso il tutto è così anche a causa nostra, bloccati come siamo da una cronica incapacità di reagire o di spezzare le catene della routine. Ma un giorno saremo travolti da un’ondata di follia! E romperemo regole, abitudini e vecchie convenzioni, facendo venir fuori i lati più inconsueti di noi, soffocati da paure millenarie.

Inverno 2063

Un 90enne è disteso nel suo letto, tenuto in vita dalle macchine. È da solo, vigile e cosciente, guarda il soffitto. È assai sereno, non soffre fisicamente. Sa bene, però, che il suo percorso di vita è alla fine. E vorrebbe solo che quella vera prigionia, dovuta all’immobilità, terminasse al più presto. Per aprire simbolicamente l’ultima porta, fischiettare un motivo di Tom Waits e andarsene in pace, senza rimorsi. Soddisfatto e grato della lunga vita fino a lì vissuta. Eutanasia e libertà.

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