Oggi Giudizi Universali vuole fermare sulle pagine di questo blog un post di Paolo Gerbella, l’artista che pensa, secondo coscienza e struttura mentale, e lancia il messaggio agli amici.
Che il suo post voli alto, senza mai disperdersi.
di Paolo Gerbella
Il silenzio del pensiero critico é ciò che mi sgomenta maggiormente.
L’accettazione silente di una sola versione dei fatti, mi annichilisce facendomi perdere la voglia di discutere su tutto ciò che l’attualità propone: soprattutto negli ultimi tre anni.
A voler discutere fuori dal coro, mai come questi anni, é divenuto un atto suicida, ostile per molti, deprecabile a prescindere.
L’accettazione in cambio del recinto dorato in cui si ritiene di vivere, é la via breve per un’ipnotica felicità.
E allora , passa il concetto di nemico da combattere, sia esso gassoso o fisico; passano parole orribili da bocche di ministri con portafoglio e senza umanità; passano le paghe da fame, il ricatto del lavoro, le mani tese ; passa nel dimenticatoio a Storia, passa l’esaltazione della ricchezza come termine di valutazione meritorio; passa il cibo veleno, l’aria velenosa, il pensiero unico, passa la musica di merda, passa l’incapacità d’ascolto, di attesa, di velocità sopra tutto; passa credersi sempre innocenti.
Passeremo pure noi, saltando su una mina o giù da un dirupo di ignoranza…ma sempre dopo l’ora dell’aperitivo
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