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Bosco verticale, mostro energivoro: tanto verde poco  green!
Le archistar dei ricchi non conoscono siccità. A noi tocca la doccia in comune per risparmiare
By Tacito Bivio access_time 1 min read

Tanto verde e tanti al verde: il green è un lusso, una moda, un non sense? Nel post che vi proponiamo, ci sono numeri che fanno girare la testa. Sullo sfondo, l’epoca che sta smontando lo stato sociale, creando privazioni, restrizioni, divieti irreversibili a spese dei popoli. E non vogliamo neanche pensare alla questione acqua privatizzata… Grazie al contributo di Paola Boschin (Giudizi Universali)


di Paola Boschin

Da quando gli architetti sono diventati archistar!! Il bosco verticale a Milano e i nostri vasetti di geranio…

È un mostro ernergivoro, ma osannato come esempio di architettura green, per radical chic che hanno un idea del green a proprio uso e consumo! Considerazioni sull’uso sistematico della menzogna a parte, il post (che ho letto, ndr) dava questi dati:

«Nel 2019 i costi condominiali medi del BoscoVerticale erano di circa 1.500 euro al mese di cui 350 solo di luce e acqua per il verde. Il solo mantenimento delle piante del bosco (per una superficie netta di 9.000 metri quadri circa di verde) richiede in media 3,2 milioni di litri d’acqua e 30 MWh di energia elettrica al mese tra fabbisogno diretto (pompaggio dell’acqua, innaffiamento automatico, manutenzione) e indiretto (potabilizzazione – in remoto – e trasporto dell’acqua, produzione dei fertilizzanti e dei biocidi utilizzati per il mantenimento del verde). 4 volte l’acqua e 50 volte l’energia che servirebbero se il bosco fosse orizzontale».

Dati sull’arcifamoso “bosco verticale” che ho letto in giro.

Nel piano nazionale di contenimento dei consumi di gas naturale non è però previsto l’abbattimento del bosco verticale…

Ma a noi poveracci ci dicono di farci la doccia in comune per risparmiare…

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