Lo dico da parecchio e lo ripeto, infischiandomene con molta serenità delle critiche, oggi per me la faccenda dell’utero in affitto è un discrimine di civiltà, rappresenta forse l’ultimo passo, la transizione definitiva tra umano e post umano, la fine di un percorso di disumanizzazione che da un quarantennio procede a tappe forzate.

Non è una questione politica, ma antropologica.

Stabilire che un essere umano possa essere comprato e venduto come un sacco di patate e che delle donne possano essere utilizzate come macchinari di una fabbrica che sforna pezzi da mettere sul mercato è un punto di non ritorno.

Il fatto che la sedicente “sinistra” si batta per la sua affermazione è la definitiva conferma, anche se a me non serviva, che il liberismo capitalista, nel suo folle transumanesimo, ha puntato tutto sui progressisti, che sono loro l’ariete utilizzato per sfondare ogni avamposto di resistenza umana, ogni straccio di decenza, neanche di giustizia, semplicemente di decenza.

Alberto Scotti

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