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Galleggiamo senza conoscere gli abissi di chi muove i fili
Siamo distanti dalla critica eppure niente accade per caso. 
By Fate Morgane access_time 1 min read

La quasi totalità del cinema, della musica impegnata di sinistra, anche “radicale”, degli ultimi anni è costruita con una logica esattamente opposta a quella del marxismo.

Non si parte dello studio profondo delle dinamiche sociali per comprendere le cause di determinati fenomeni.

Si parte dai fenomeni e si resta lì, cercando l’emotività, l’effetto lacrima, la conferma della propria superiorità morale.

Se si parla di migranti si piange per i migranti, si maledicono i razzisti, ma non si analizzano le ragioni per le quali ci troviamo di fronte a questi esodi di massa.

Se si parla di degrado culturale ci si limita a far del sarcasmo contro i beceri, ma non si ricercano i motivi per i quali il livello di cultura popolare si è così abbassato.

È quasi sempre un’arte consolatoria, autoreferenziale, che non incide, non crea coscienza politica, non disturba i padroni.

Poi magari creatori e fruitori di queste operine si permettono anche di far sarcasmo contro Scorsese, che torna a ricordarci cos’è un’opera politica, perché il film* è troppo “lungo”.

Eggià, perché, pensa un po’, per analizzare, scoprire, scavare, andare al cuore delle cose serve tempo, studio, impegno, cuore e coscienza.

Alberto Scotti

*rif. Film più politico e sorprendente di Martin Scorsese, uscito nel 2023. “Un grande affresco che vuole rendere giustizia a chi ha subito una prevaricazione” (Mymovies.it)

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