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Ci sono cose da sapere a cose fatte. Nel mirino, l'informazione
Perché i giornalisti non si ribellano
By Il Collezionista access_time 2 min read

Riforma Cartabia e giornalisti precari

Si parla di diritto di cronaca nel Rapporto giornalistico del 2023, dedicato alla riforma Cartabia. Ne parla il Gruppo Cronisti Lombardi dell’Associazione Lombarda dei Giornalisti (FNSI) in collaborazione con il Sindacato Cronisti Romani di Stampa Romana (FNSI). I ringraziamenti, si legge nel report, sono estesi ai Giornalisti Italiani su Facebook. Come a dire, che esiste una rete di giornalisti in sofferenza per lo scippo che si sta facendo ai danni del proprio mestiere. Il furto sarebbe la sottrazione delle notizie come le conoscevamo. Notizie che prima arrivavano in redazione ricche di contenuti e si potevano diffondere per “diritto di cronaca”. Ora quel diritto è stato, appunto, sottratto.

Ecco la premessa: “Il 2022 che si è appena concluso, per quanto riguarda l’Informazione locale e nazionale, resterà negli annali giornalistici come l’annus horribilis della Riforma Cartabia. Noi Cronisti, pur senza voler entrare nel merito di una questione legislativa, non possiamo non segnalare i gravi danni e i pericoli crescenti per la Libertà di Stampa che comporta, in essa, la parte riguardante la comunicazione istituzionale delle procure e le nuove restrittive regole per l’informazione giudiziaria e investigativa. Di conseguenza, e inevitabilmente, questa edizione del Press Report 2023 – l’analisi della situazione del Diritto di Cronaca, indice qualificato della Libertà di Stampa nei media – è dedicata quasi interamente a questo nuovo provvedimento che di fatto inserisce, se non verranno apportate modifiche, un severo vulnus al diritto dei cittadini ad essere informati, come denunciato già più volte dai Cronisti, dalle ARS (Associazioni regionali di stampa) e dall’FNSI.”

“Un colpo pesantissimo al diritto di cronaca è stato dato dalla Riforma Cartabia – viene scritto nel report: “Molti avvenimenti vengono divulgati quando ormai sono terminati o risolti, creando una evidente distorsione della realtà sociale, dove tutto sembra che vada bene. Una narrazione falsata verso la quale si stanno allineando molti editori, capistruttura e giornalisti”, per rispettare la recente legge Cartabia, entrata in vigore il 14 dicembre 2021 seguendo la Direttiva Europea 2016/343

Il cittadino sarà meno informato. I giornalisti invece?

Saranno più deboli, perché non avranno più“la forza di ribellarsi a causa di una precarietà economica e contrattuale ormai generalizzate, ma anche di una non piena consapevolezza del ruolo, convinti, probabilmente, che non disturbando i manovratori e stando lontani da ogni contrattazione collettiva e rappresentanza professionale si verrà trattati con benevolenza, finendo invece per mettersi nelle mani dei poteri forti”.

L’ appello del gruppo cronisti è questo: “Senza una presa di coscienza dei giovani colleghi e senza il coinvolgimento dei cittadini sarà difficile far fronte alle circostanze e agli attori che schiacciano l’informazione”.



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